FC Catanzaro : Improta si dimette. Aiello, Bove e Soluri indicano le prospettive per l'immediato futuro. Iscrizione non a richio
L'appello del martedì: si potrà programmare un futuro?
Intanto mentre si concretizza sempre più l’ipotesi di una penalizzazione, ennesimo frutto della precedente sciagurata gestione societaria, l’effecci Catanzaro continua nella sua ricorsa alla salvezza.
Con una buona prova d’orgoglio, con un secondo tempo all’altezza della situazione e con un Mancinelli davvero super, i giallorossi di mister Cottone riescono a strappare un ottimo punto in chiave salvezza in quel della Valle del Giovenco.
Buona prova di carattere dei ragazzi giallorossi, che, come oramai sosteniamo da tempo, finalmente dal verificarsi di determinate situazioni, hanno iniziato veramente a giocare con lo spirito e con la voglia di Catanzaro e di maglia giallorossa.
La cosa, ancora una volta, positiva è stata la voglia di recuperare la partita e di metterla nella giusta direzione cosa che si evince finanche dalla corsa contro il tempo di Mancinelli che all’ultimo respiro lasciava la porta e con la forza della disperazione si lanciava verso l’area di rigore avversaria per dare il suo apporto, rivelatosi poi determinante, ai fini del raggiungimento del gol del pareggio di un sempre più super Mauro Marchano.
Ancora una volta bisogna rimarcare che tali risultati positivi stanno arrivando senza l’apporto di coloro che sarebbero dovuti essere determinanti all’inizio dell’anno, di coloro che nelle aspettative dei quadri dirigenziali sarebbero dovuti essere i perni sui quali ruotare gli altri giocatori, a dimostrazione di come si sia sbagliato tutto anche dal punto di vista tecnico.
Altra osservazione che viene spontanea in questo volgere finale di campionato, soprattutto osservando le squadre che si contenderanno la promozione nella categoria superiore, è quella che forse con una gestione societaria normale, appena sufficiente, semi professionistica e semi professionale forse avremmo potuto parlare di ben altri obiettivi.
Invece come accade oramai da vent’anni a questa parte in questi periodi non si fa che parlare dell’ennesimo fallimento tecnico,societario e gestionale…insomma una debacle continua.
La cosa di cui non ci si capacita, soprattutto se si pensa all’anno scorso ed al tentativo iniziale dell’allora ex D.G. Carmine Longo di fare calcio con pochi spiccioli e portando un manipolo di bravi ragazzi semi sconosciuti ma vogliosi di indossare la casacca giallorossa (neanche dell’us ma dell’effecci) è la constatazione di come a Catanzaro, non solamente non si sappia scegliere e programmare, ma addirittura si abbia invece la capacità di distruggere anche quel pochissimo di buono che magari, per fortuna o comunque per caso fortuito, si riesce a realizzare.
E’ sconcertante il pensiero di come in venti e più anni si sia distrutto un patrimonio ed un fenomeno sociale come in nessuna altra parte del mondo al punto che oggi il solo avvicinarsi e tentare una trattativa per rilevare il pacchetto azionario di maggioranza del calcio Catanzaro, provoca l’orticaria in chi ci prova.
Ed è ancora più sconcertante se si pensa che tutti coloro che hanno concorso in modo diretto o in modo indiretto a tale distruzione e deflagrazione, ed in tal senso mi riferisco sia a tutti quegli imprenditori che pur potendo fare e pur avendo ingentissimi mezzi economici pensano solamente al modo per continuare a fare soldi oppure a come continuare a ricevere dalla città ma non osano dare nulla in cambio alla società civile catanzarese, sia a coloro che sono ancora osannati o lodati o ammirati e che comunque si permettono ancora il lusso di dettare delle regole o comunque di avere atteggiamenti spocchiosi.
In tale triste e desolante contesto, quando oramai tutte le società stanno già iniziando a programmare il futuro sia tecnico che gestionale in vista della prossima stagione agonistica per presentarsi ai nastri di partenza con un tantino di organizzazione, a Catanzaro non paghi di averci regalato un altro ennesimo anno a dire poco penoso ancora tutto tace, ancora a tutt’oggi non sappiamo che cosa ne sarà di noi, di che morte moriremo se moriremo, se ci salveremo, se ci potremmo riscrivere in tale campionato, se si dovrà ripartire dalla promozione o quant’altro... tutto, ma proprio tutto, sembra riportare alla mente l’immagine di un Catanzaro-titanic speronato da un iceberg e sempre più in balia delle onde.
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