JUVE STABIA - CATANZARO 1 - 0
Scritto da Redazione il Febbraio 22 2010 11:26:00
Nel big match netto predominio giallorosso, ma sono gli avversari ad andare a segno ed a raggiungere le Aquile in vetta alla classifica.

di Mario Mauro
News Estesa
Avrei voluto raccontarvi di un’altra bella trasferta come accadde qualche mese fa a Gela: purtroppo non è stato così, nello sport bisogna incassare ed accettare anche le sconfitte. Pazienza! Comunque, a parte il risultato finale, la gita in Campania è stata interessante e ricca di cose da raccontare. Si comincia domenica mattina alle 6 e mezza col raduno in via Lombardi: centinaia di tifosi giallorossi entusiasti con sciarpe, bandiere e … zainetti colmi di panini, lattine, ma anche frittate di pasta, lasagne, vino casereccio ed altro ancora! Ai tre pullmann che partono da via Lombardi se ne aggiungono altri tre che muovono da San Leonardo, un altro, si dice in giro, arriverà da Roma e poi ci sono tante macchine e tanti pulmini al seguito. La polizia ci fa da scorta, anche se questo allunga di parecchio i tempi del viaggio, perché ci fanno fermare più volte in vari autogrill a ricompattarci. Il tragitto è divertente, c’è sempre qualcuno che fa la parte del mattatore: nel mio autobus ad esempio c’è il grande Capostorico Gianfranco Simmaco che intrattiene la brigata con i suoi esilaranti racconti di aneddoti e curiosità sui tanti anni di storia del Catanzaro e con la sua dotta spiegazione del concetto di “fiordo”, un luogo della mente, prima che della geografia, dove si riesce a mantenere intatte la propria fede e le proprie convinzioni, al riparo dagli attacchi dei nemici esterni! Alle due siamo già tutti in fila davanti ai cancelli del settore ospiti dello Stadio Menti; nonostante alla partenza le forze dell’ordine avevano accertato che eravamo tutti in possesso di biglietto, ci fanno fare comunque l’estenuante trafila dei tornelli dopo essere passati attraverso un assurdo labirinto che si usa comunemente definire “tagliacode”, ma che andrebbe ribattezzato “tagliapazienza”! Ad ogni modo prendiamo posto nella curva ospiti dove siamo circa in settecento. Il resto degli spalti non è pienissimo, saranno si e no tremila i supporters stabiesi e, a parte la loro curva, il tifo non è poi così caldo. Anche da loro c’è delusione e distacco per via della retrocessione: tutto il mondo è paese! Ma veniamo finalmente alla partita: il Catanzaro sembra prendere le redini in pugno, pressa gli avversari, spezza perfettamente sul nascere le loro azioni e riparte rendendosi più volte pericoloso; potrebbe forse starci un rigore per i giallorossi, poi un paio di conclusioni esaltano le doti dell’eclettico Soviero, una lunga serie di angoli scorre infruttuosa ed il primo tempo si chiude sullo zero a zero. Netto predominio territoriale calabrese, ma le Aquile, come sta accadendo un po’ troppo spesso ultimamente, non riescono a concretizzare la superiorità tecnica. La ripresa non sembra mutare copione: Soviero blocca quasi sulla linea un colpo di testa di Gimmelli imbeccato dalla bandierina, poi inizia a piovere ed il sintetico diventa una pista di pattinaggio; ed è qui che si decide la partita, tanto più che l’allenatore locale ha da poco effettuato due cambi che si riveleranno azzeccatissimi: entrano infatti Ottobre e Moretti che risolveranno il match. C’è una punizione, per un dubbio fallo di Di Maio, da oltre trenta metri contro la quale Vono oppone solo due uomini ed allora Moretti individua il varco giusto per scagliare un rasoterra violentissimo che, complice il terreno bagnato, il numero uno giallorosso non trattiene: il primo a giungere sulla sfera è Ottobre che, con un comodo tap in, fa esplodere il Menti. E’ il 24’, il tempo per reagire ci sarebbe, ma il Catanzaro, fisicamente e soprattutto mentalmente, non ne ha la forza; tanto più che gli stabiesi, com’era logico aspettarsi, cominciano a perdere tempo, a buttarsi a terra ad ogni minimo contrasto e, comunque, a tenere la palla lontana dalla loro area. In tutto questo ci si mette anche l’arbitro che a pochi minuti dal termine inscena una assurda manfrina con i suoi collaboratori per stabilire se Di Maio fosse già ammonito e meritasse quindi il rosso alla seconda occasione, oppure no (ovviamente si trattava del primo giallo e quindi il difensore è rimasto in campo, anche se, essendo diffidato, sarà squalificato assieme a Bruno nel prossimo derby contro la Vibonese). Ovviamente, il tempo di questo lunghissimo conciliabolo è stato recuperato solo in minima parte, poi è arrivato il triplice fischio, salutato dalle scene di gioia dei tifosi campani e dai musi lunghi dei catanzaresi. Certamente il Catanzaro non meritava di perdere, ma è anche vero che gli avanti giallorossi non sono riusciti a buttarla dentro e questo, si sa, nel calcio è fondamentale ed è da tenere ben più in considerazione delle sempre poco costruttive ricerche di scuse ed attenuanti, relative ad esempio alla tattica ostruzionistica degli avversari o agli errori arbitrali. Bisogna essere più cinici, più determinati sotto porta: le qualità tecniche ci sono, anche ieri abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte del campionato, ma bisogna saper capitalizzare la sconfitta, reagendo fin da subito e riportandoci al più presto da soli in vetta alla classifica e, stavolta, definitivamente! Sicuramente Auteri saprà come fare per raddrizzare la rotta. Ad ogni modo, a quel punto non ci è rimasto altro che affrontare il viaggio di ritorno, più mesto dell’andata, ma tutto sommato sereno, avendo la consapevolezza che, comunque, la promozione è senz’altro alla nostra portata. Ma non appena lasciato lo stadio, nel percorrere le vie di Castellammare che portano all’autostrada, alcuni autobus sono stati fatti segno di una fitta sassaiola da parte di teppisti locali: i poliziotti del posto, subito intervenuti, non sono riusciti ad acchiappare nessuno di questi imbecilli, ma, in compenso, hanno bloccato un ragazzo catanzarese che era sceso dal pullmann, lo hanno fatto salire sul loro furgone, lo hanno riempito di botte e lo hanno “restituito” agli amici, pieno di lividi e di paura, in un autogrill vicino Salerno! Una cosa assurda ed inconcepibile! “Non si fa così, che bisogno c’era di pestare un ragazzo solo e disarmato di fronte ad una ventina di celerini dotati di caschi, manganelli e pistole?” ho protestato nei confronti di un poliziotto catanzarese che faceva parte del nostro servizio di scorta (ripeto, l’azione “brillante” è stata attuata dalle forze dell’ordine campane). Lui si è stretto nelle spalle, come per dire: “cosa vuoi, i poliziotti quando sono costretti ad intervenire nel corso di incidenti dentro e fuori gli stadi vanno in fibrillazione, si gasano e poi, in qualche modo, devono scaricare la loro adrenalina!” Ah, complimenti!


Mario Mauro